Legge elettorale, al via il Grande Papocchio per far fuori il M5S

Pubblicato il febbraio 6, 2012 di

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Nel silenzio ovattato della neve di questo inverno 2012 così retrò da far impazzire i meteorologi, i sindaci e pure la Protezione civile, si aggira un pupazzo, che non è di neve ma di putrescente carne e ossa di politico-ex imprenditore nostrano. Sì, lui. L’uomo defenestrato a Novembre torna con il calumet della pace e attira verso di sé quelli che a sinistra sono più inclini a giustificarne l’esistenza. Eccolo, Berlusconi, novello ex della politica tornare a dettarne i tempi con una proposta di legge elettorale – irricevibile soltanto perché è lui a proporla – volta a limitare gli effetti perversi del Porcellum. Lui chiama e – udite, udite – Violante risponde. Tutto ciò accade sulle colonne dei giornali di questa mattina.

Già domani, dice il Cavaliere, parte il primo incontro. Ma chi lo ha autorizzato? Bersani? L’Assemblea Nazionale? Chi? Vogliamo nomi e cognomi. Anche perché, dice Violante, il PD ha già fatto passi importanti verso l’accordo con la controparte.

Così apprendiamo da Il Mattino (06/06/2012, p. 7) che il PD avrebbe già messo da parte il doppio turno. Cosa che contrasta con la proposta depositata lo scorso Settembre e tuttora consultabile sul sito del PD a questo link. In sintesi la proposta PD era: per la Camera 70% seggi è attribuita agli eletti in collegi uninominali maggioritari a doppio turno; il 28% è attribuita con metodo proporzionale su base regionale o pluriprovinciale; una quota di seggi pari a 12 (diritto di tribuna) è attribuita con metodo proporzionale alle liste nazionali corrispondenti ai partiti che non siano riusciti ad eleggere candidati né nei collegi uninominali né nelle liste circoscrizionali collegate. Per il Senato, a) collegi uninominali, per una quota pari al 70% del totale dei seggi in palio (216 seggi); b) una quota proporzionale distribuita su base circoscrizionale (Camera) per una quota pari al 30% del totale (93 seggi).

La domanda è: Violante per chi lavora?

Lui vuol rendere ‘solido’ il sistema. Ed evitare cioè che in Parlamento entrino forze politiche scomode come potrebbe esserlo il Movimento 5 Stelle. La clausola di sbarramento al 4% a livello nazionale alla Camera potrebbe essere letale per il movimento di Grillo. Ma la proposta di Berlusconi, di cui Violante sembra il procuratore, è quella di uno sbarramento al 7%. Una soglia così alta avrebbe il medesimo effetto distorsivo del Premio di Maggioranza del Porcellum. Addio rappresentanza.

E poi dicono che l’iniziativa berlusconiana di disgelo con il PD sia in funzione anti Carroccio. In verità la formula che uscirà da queste consultazioni sarà solo una esasperazione della soglia di sbarramento. Massimo filtro all’ingresso e massima libertà nei gruppi parlamentari e nella gestione dei rimborsi elettorali. Ovvero, non cambierà assolutamente nulla, salvo il fatto di blindare la Casta.

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Pubblicato in: politica italiana