Ebola virus, cosa dicono le statistiche

La diffusione del virus Ebola secondo i dati OMS. Grafici:

1) Mappa geografica – OMS, data 4 Agosto 2014

evd-outbreak (1)

2) Confronto con epidemie del passato (serie storica OMS – in blu, il numero dei casi; in rosso, il numero dei morti):

virusebola3) Evoluzione dei casi dall’inizio dell’epidemia (fonte wikipedia):

Diseased_Ebola_2014Al di là delle speculazioni e degli allarmismi, il punto fermo è uno solo: la pendenza della curva, per ora, non lascia presupporre un rallentamento nella diffusione del virus. Non significa però che ciò non possa avvenire fra due o tre mesi; nessuno, inoltre, può prevedere quanto sarà lunga la coda.

 

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Escherichia Coli, il veicolo è la carne

  1. L’Escherichia Coli è certamente il batterio più studiato al mondo, anche perché nell’uomo è onnipresente. Ognuno di noi ogni giorno espelle E. Coli fra i 100 miliardi e i 10 mila miliardi di cellule, come pure fanno gli uccelli e mammiferi in generale
  2. Il nostro sistema digestivo contiene all’incirca 400-500 specie batteriche diverse, e tra pelle esterna e mucose interne, questi raggiungono cifre da capogiro (oltre 100 mila miliardi): costituendo un vero e proprio ecosistema perfetto […] Questi batteri, dal punto di vista teorico, dovrebbero suddividersi tra quelli sani (Acidophilus, Bifidus, Rhamnonsus, ecc.) per l’85% e quelli patogeni soprattutto Bacillus coli per il 15%
  3. Questi batteri infatti, preferiscono tutte le proteine animali, le proteine indigeste e mal digerite, le quali arrivano col loro carico tossico direttamente nel colon, facendoli crescere a dismisura […] Crescono, si moltiplicano e si riproducono a ritmo esponenziale – divenendo estremamente tossici e pericolosi – nella sporcizia alimentare che noi mettiamo dentro e depositiamo con il nostro stile di vita, in primis con l’alimentazione (Da bin Laden al cetriolo assassino, Marcello Pamio).

Escherichia Coli, nella versione patogena, nasce e si riproduce a dismisura – tengo a sottolinearlo – con le proteine di origine animale. E’ quello che noi ingurgitiamo nella nostra bocca che è tossico. Il nostro intestino è un caos di proteine animali tossiche, in putrefazione: carni, affettati, latticini, uova, pesce e alimenti raffinati e chimici della filiera dell’industria alimentare. L’industria alimentare ha parte delle colpe; l’altra parte è nostra.

La storia del nuovo ceppo di Escherichia Coli, noto con la sigla di O104:H14 è simile a quella dell’analogo O107: “isolato per la prima volta nel 1982 non nei cetrioli, neppure nelle patate e neanche nella frutta, ma negli hamburger di carne!” (M. Pamio, cit.).

Altro aspetto degno di essere sottolineato: E. Coli è un batterio non un virus. Non si trasmette come l’influenza. Bisogna entrare in contatto con altri malati o con l’origine dell’epidemia. I tempi di diffusione di un’infezione batterica sono infinitamente più brevi di quella di un virus. I virus sono molto più piccoli dei batteri; non sono nemmeno considerati esseri viventi, essendo privi di membrana cellulare e di metabolismo. Sono tutt’al più dei pezzi di DNA e di RNA, delle informazioni, che si insidiano nella cellula sana e la usano per moltiplicarsi. I batteri si moltiplicano da soli, ma sono più pesanti e si trasmettono meno facilmente.

Ultimo: i casi riguardano quasi tutti cittadini tedeschi della zona di Amburgo. Là bisognerebbe indagare.

Direttiva Vivisezione, vergogna d’Europa

Approvata in dieci minuti di discussione (neanche il Lodo Alfano); abbondantemente corretta e rivista in peggio rispetto al testo originariamente approvato in Commissione UE, la nuova Direttiva Europea sulla Vivisezione degli animali a scopi di ricerca scientifica è una vergogna per tutta l’Europa.

Chiaramente ben lontani dalla sua abolizione, la vivisezione doveva essere, almeno nelle intenzioni originarie, ridotta nell’impiego e nella barbarie. In sostanza, si era prevista una moratoria per molti settori della ricerca scientifica insieme al ricorso a pratiche meno dolorose in un quadro di maggior sensibilità (e forse ipocrisia) nei confronti delle cavie. Nel testo iniziale, frutto dell’accordo fra Commissione UE e Consiglio dei Ministri, si intendeva promuovere la trasparenza nonché l’impiego di metodi alternativi. Ma durante il suo iter in Parlamento, l’attività lobbistica (di Big Pharma?) ha permesso di ridimensionare abbondantemente la portata riformatrice del testo, introducendo inoltre alcuni aspetti di regressione a pratiche belluine:

  1. il riutilizzo della cavia: la nuova direttiva prevede il riutilizzo dell’animale in diversi casi, ad esempio se l’invasività delle procedure precedenti «era lieve o moderata», pratica attualmente vietata dalla legge;
  2. Test anche da svegli (e senza antidolorifici). Pur prevedendo in generale l’uso dell’anestesia la nuova legge introduce deroghe anche per il trattamento degli antidolorifici, sempre che siano compatibili, dice «con la finalità della procedura».
  3. Sperimentazione anche su cani e gatti randagi. La normativa attuale non parla di impiego di randagi mentre la nuova direttiva, vietandone l’uso, prevede deroghe nel caso in cui «è scientificamente provato che è impossibile raggiungere lo scopo della procedura se non utilizzando un animale selvatico o randagio».
  4. Sono autorizzati interventi invasivi su animali per scopi didattici.
  5. Ammesse procedure (di tortura) quali il nuoto forzato fino all’esaurimento o l’isolamento di cani o primati per lunghi periodi (fonte Agoravox).

Naturalmente la Direttiva non potrà nulla contro normative nazionali più restrittive. In Italia la pratica della vivisezione sugli animali randagi è vietata dal 1991. La Direttiva aveva lo scopo di armonizzare le legislazioni dei paesi dell’Unione, profondamente differenti da paese a paese. In Spagna, per esempio, la legislazione è molto più permissiva in fatto di sperimentazione sulle cavie che non in Italia. Il Parlamento Europeo si è perciò scontrato su una difformità valoriale in quanto a rispetto della vita animale. Per qualcuno la vivisezione è ancora importante per lo sviluppo della medicina (è invece già vietata per lo studio e lo sviluppo dei prodottti cosmetici), eppure questa diffusa opinione è smentita dai numeri:

La sperimentazione animale ha comportato, e continua a farlo, grandi errori e ritardi nella scienza, ne sono una testimonianza le 225.000 morti all’anno negli USA. per cause avverse ai farmaci, morti silenziose di cui nessuno parla o il dato allarmante che il 90% dei farmaci non supera le prove cliniche, con un ingente spreco di fondi e menti che lavorano per produrre dati inutilizzabili (LAV).

In aula, a Strasburgo, si sono palesate tutte le divisioni della politica italiana, nel PdL, nel PD e anche in IDV. Hanno votato a favore, fra gli altri, Pino Arlacchi (fresco di dissenso con Di Pietro e fuoriuscito dal gruppo parlamentare dell’Italia dei Valori in Europa), De Castro, ex ministro PD, oggi presidente della Commissione parlamentare UE Agricoltura, Elisabetta Gardini del PdL, ma anche Oreste Rossi e Matteo Salvini della Lega Nord. Ha votato sì anche Clemente Mastella…

Contrari invece Sonia Alfano, De Magistris, Serracchiani, Vattimo, Cozzolino, Crocetta, De Angelis, e molti altri, purtroppo non in numero sufficiente per poter rimandare la Direttiva alla commissione referente.

Sul web abbondano le iniziative di protesta, fra cui una mailbombing: leggete la pagina Facebook.

Se non potete accedere a Fb, questi gli indirizzi da inserire nella vostra posta elettronica per protestare contro i nostri parlamentari europei che hanno votato sì a occhi e orecchie chiusi:

ufficio_stampa@dompe.it;gabriele.albertini@europarl.europa.eu;magdicristiano.allam@europarl.europa.eu;antonello.antinoro@europarl.europa.eu;roberta.angelilli@europarl.europa.eu;alfredo.antoniozzi@europarl.europa.eu;raffaele.baldassarre@europarl.europa.eu;sergio.berlato@europarl.europa.eu;luigi.berlinguer@europarl.europa.eu;paolo.bartolozzi@europarl.europa.eu;vito.bonsignore@europarl.europa.eu;mario.borghezio@europarl.europa.eu;sergio.cofferati@europarl.europa.eu;mara.bizzotto@europarl.europa.eu;antonio.cancian@europarl.europa.eu;carlo.casini@europarl.europa.eu;lara.comi@europarl.europa.eu;giovanni.collino@europarl.europa.eu;paolo.decastro@europarl.europa.eu;luigiciriaco.demita@europarl.europa.eu;herbert.dorfmann@europarl.europa.eu;lorenzo.fontana@europarl.europa.eu;elisabetta.gardini@europarl.europa.eu;carlo.fidanza@europarl.europa.eu;mario.mauro@europarl.europa.eu;roberto.gualtieri@europarl.europa.eu;salvatore.iacolino@europarl.europa.eu;giovanni.lavia@europarl.europa.eu;vincenzo.iovine@europarl.europa.eu;clemente.mastella@europarl.europa.eu;barbara.matera@europarl.europa.eu;erminia.mazzoni@europarl.europa.eu;claudio.morganti@europarl.europa.eu;alfredo.pallone@europarl.europa.eu;pierantonio.panzeri@europarl.europa.eu;aldo.patriciello@europarl.europa.eu;gianni.pittella@europarl.europa.eu;vittorio.prodi@europarl.europa.eu;amalia.sartori@europarl.europa.eu;giancarlo.scotta@europarl.europa.eu;fiorello.provera@europarl.europa.eu;licia.ronzulli@europarl.europa.eu;oreste.rossi@europarl.europa.eu;potito.salatto@europarl.europa.eu;matteo.salvini@europarl.europa.eu;francescoenrico.speroni@europarl.europa.eu;david.sassoli@europarl.europa.eu;marco.scurria@europarl.europa.eu;sergio.silvestris@europarl.europa.eu;salvatore.tatarella@europarl.europa.eu;iva.zanicchi@europarl.europa.eu;pino.arlacchi@europarl.europa.eu;mario.pirillo@europarl.europa.eu

Copiate e incollate questo testo:

Revisione della direttiva 86/609 sulla vivisezione

LETTERA APERTA A TUTTI I PARLAMENTARI EUROPEI

Onorevoli deputati,

l’8 settembre il Parlamento europeo ha approvato in seconda lettura la proposta di revisione della direttiva 86/609 sull’utilizzazione degli animali per scopi scientifici.

Noi primi firmatari e garanti del manifesto “La Coscienza degli Animali”, già sottoscritto da migliaia cittadini, non possiamo che dirci sorpresi e sconcertati dai contenuti di tale testo.

Impegnatevi pubblicamente per rimediare a questo gravissimo errore: avanzate proposte di nuova riforma, emendativa della suddetta Direttiva, fatevi carico di iniziative nel parlamento nazionale al fine di far approvare una legge di recepimento della medesima che sia nettamente più restrittiva; suggerite ai colleghi nazionali di redigere un Manifesto dei Diritti dell’Animale.

altrimenti consideratevi responsabili della morte di centinaia di esseri viventi innocenti, uccisi in maniera insensata poiché non utili ai fini della ricerca scientifica – medica.

In fede, FIRMA

NDM-1, il super batterio, un nuovo businness per Big Pharma?

Si chiama NDM-1 ed è il terrore degli ospedali di mezza Inghilterra. Un super batterio resistente a tutti gli antibiotici. Viene da India e Pakistan ed ha già all’attivo un morto, in Belgio, avvenuto la scorsa settimana. In Inghilterra si contano già circa cinquanta casi e i ricercatori pensano si possa sviluppare velocemente, proprio ora che India e Pakistan sono stati flagellati dai monsoni. Il pericolo di una epidemia è reale? L’OMS non ha ancora lanciato alcun allarme. Pare che il virus abbia colpito soprattutto persone ricoverate negli ospedali di India e Pakistan. Persone che hanno cioè fatto del “turismo medico”, molto in voga nei paesi anglosassoni, in special modo in ambito di chirurgia estetica. L’India è un paese in forte crescita, in quanto a turismo medico.
Sembra una eresia, ma lo sviluppo del NDM-1, almeno nella modalità in cui la notizia viene veicolata all’opinione pubblica, pare ricalcare lo schema già seguito per il famigerato A-H1N1, il virus dell’influenza A. Si cominciò con l’allarme di alcuni ospedali in alcune zone del Messico; poi la bolla mediatica cominciò a gonfiarsi a dismisura, anche grazie all’allarmismo dell’OMS, che per ragioni non note, modificò i propri parametri di interpretazione delle pandemie, facendo scattare i piani di emergenza pandemica in tutti i paesi (fatto che generò cospicue entrate per le multinazionali del farmaco – ricordate il contratto capestro con cui il governo italiano firmò in bianco l’acquisto di milioni di dosi di vaccino?).
Il superbatterio NDM-1 viene già riconosciuto da non meglio specificati “ricercatori” internazionali come una potenziale minaccia globale. E’ un batterio resistente agli antibiotici:

NDM-1, che sta per New Delhi metallo-beta-lattamasi-1 è un gene (codice del DNA), trasportato da alcuni batteri. Un ceppo di batteri che ospita il gene NDM-1 è resistente a quasi tutti gli antibiotici, tra cui gli antibiotici carbapenemici, conosciuti anche come gli antibiotici di emergenza che si usano in situazioni critiche e gravi[…] I carbapenemici sono gli antibiotici più potenti, utilizzati come ultima risorsa per molte infezioni batteriche, come ad esempio Escherichia coli e la polmonite da Klebsiella […] Il gene NDM-1 rende il batterio resistente in modo da produrre un enzima che neutralizza l’attività degli antibiotici […] Sembra che al momento non ci siano antibiotici in grado di combattere l’NDM-1 […] non ci sono ricerche in preparazione in tema di terapia farmacologica e un batterio che ha nel suo codice Dna il gene NDM-1 ha il potenziale per essere resistente a tutti i nostri attuali antibiotici […] Il codice del DNA può facilmente passare da un ceppo di batteri ad un altro attraverso il trasferimento genico orizzontale […] c’è un rischio grave di pericolose infezioni che si diffondono rapidamente da uomo a uomo […] l’Escherichia coli e la polmonite da Klebsiella possono portare il gene NDM-1 (NDM-1, il super batterio resistente agli antibiotici – Italia-News.it News in Italia).

Leggendo fra le righe, ci sono tutti gli ingrendienti affinché Big Pharma si metta all’opera, scopra il super antibiotico contro il super batterio e, considerata l’elevata mortalità e l’altrettanto elevata morbidità del batterio, induca l’OMS a raccomandare il nuovo farmaco, dal prezzo cercamente esorbitante (si devono pagare i costi della ricerca), a tutti i governi occidentali e non (quelli africani non avrebbero comunque soldi, tanto vale che si becchino l’infezione).
Analisi troppo maliziosa? Me lo auguro (o no?). Nel frattempo, non fate turismo medico in India. Al massimo in Lombardia.

Sitografia: