Amministrative 2012: la commissariata Parma, prologo del naufragio del PdL

Green Money, l’hanno chiamata i magistrati. Si tratta dell’inchiesta che ha mandato al tappeto la giunta di Vignali, sindaco di Parma dal 2007, poi dimesso. In italiano diremmo “verdoni”. Nel senso di bei bigliettoni di denaro. In realtà l’inchiesta era relativa alle tangenti nel verde pubblico. Hanno messo tangenti anche sulle aiuole. Basta questa frase per descrivere il mercimonio di soldi pubblici e di tangenti che hanno caratterizzato la giunta Vignali a Parma in poco più di tre anni di mandato. Vignali diventa sindaco vincendo il ballottaggio contro il rivale del centrosinistra, Alfredo Peri. Si dimette ad Ottobre 2011 dopo quasi quattro mesi di crescente protesta culminati con l’occupazione di piazza e il caos nel consiglio comunale.

1. La Stazione è un debito enorme

Parma in questi anni ha esperito un frenetico attivismo della giunta, che si è dipanato soprattutto nella stimolazione di opere edili, spesso faraoniche, costosissime, come la nuova stazione ferroviaria. La società che si occupa della realizzazione dell’opera è la STU Stazione. STU significa Società di Trasformazione Urbana. La società è una S.p.A costituita dal Comune di Parma nel 2008 per ‘gestire la trasformazione dell’area della stazione ferroviaria’. La vicenda della STU si è trasformata presto in una disavventura per la giunta Vignali. Il progetto, a firma degli architetti spagnoli Bohigas e Martorell, è fermo ma ha già creato un debito da 120 milioni di euro a carico della stessa STU, ovvero del Comune di Parma che la detiene al 100%. Ora la società sta affrontando un gravissimo problema di liquidità e non è chiaro se sopravviverà a questa fase di generale stretta del credito oppure se dovrà portare “i libri in Tribunale”.

2. Il PdL dopo Vignali

Il PdL non ha subito scaricato Vignali. Lo ha fatto solo quando la situazione era diventata insostenibile. Allora Vignali ha dovuto dimettersi. Ma che fa il partito di maggioranza relativa? Ha pensato bene di candidare il vice sindaco di Vignali, Paolo Buzzi. Non proprio un segnale di discontinuità.

Sostiene Paolo Buzzi che no, il Pdl non è affatto responsabile del disastro prodotto dall’ex Amministrazione: “E’ un luogo comune” dice il nuovo capo degli “azzurri” parmensi, già vicesindaco di quella Amministrazione. Per Buzzi, golfino turchese a sorriso sbarazzino, “non si può addossare ad un intero partito la responsabilità della malversazione perpetrata da alcuni elementi e sulla quale, comunque, la magistratura farà chiarezza” (La Repubblica – Parma).

E’ un discorso già sentito. Si tratta solo di “mele marce”, di “un mariuolo”, e la magistratura è stata eccessiva con quegli arresti. Che saranno mai delle tangenti.

3. Il PD non rinnova e forse annoia

Il PD, come in altri casi, non è stato così pronto nel segnalare le anomalie nella gestione della giunta PdL. La sua risposta nei confronti della città è stata quella di ‘aprirsi’ al proprio elettorato nella scelta della candidatura a sindaco. Le primarie di coalizione sono state però caratterizzate da:

  • scarsa affluenza (circa 8000 i votanti);
  • una candidatura poco coraggiosa, ovvero quella del presidente di provincia Vincenzo Bernazzoli, vincente ma insidiato da vicino dall’outsider movimentista Nicola Dall’Oglio.

Formigoni e l’ufficio di presidenza a sua insaputa

Davide Boni è presidente del Consiglio Regionale della Lombardia, leghista della prima ora – così si dice per intendere che si tratta di un duro e puro, uno che ha fatto chiudere la moschea di viale Jenner e che voleva mettere al bando i phone center gestiti da immigrati. Nel 1993 e’ stato eletto presidente della Provincia di Mantova, ruolo che ha ricoperto fino al 1997. E’ stato segretario provinciale del Carroccio di Mantova dal 1992 al 1993 e responsabile nazionale Enti Locali Padani dal 1997 al 2000. Da oggi è anche indagato per corruzione. I fatti che gli sono contestati dai magistrati risalgono al periodo in cui era assessore al Territorio e Urbanistica (2008-2010), prima cioè delle elezioni regionali del 2010 durante le quali ha raccolto 13mila preferenze. I denari ottenuti dalle tangenti sarebbero stati dirottati al partito. Ricordate? Solo qualche settimana fa ci si chiedeva come e perché la Lega Nord avesse investito – lecitamente – milioni di euro in fondi esteri dal profilo finanziario estremamente rischioso (la Lega Tanzania). Si diceva che erano i soldi dei rimborsi elettorali. Ora vien da chiedersi se fra di essi non ci fosse anche il milione di euro ottenuto da Boni con i favori di quand’era all’Urbanistica.

Per Formigoni si tratta in ogni caso di “responsabilità personale”. La leggerezza e l’ipocrisia con cui lo dice sono disarmanti e fastidiose insieme. Non si è reso conto che del suo Ufficio di Presidenza non è rimasto nessuno? E la responsabilità politica dove la vogliamo mettere? Chissà che non ci ritroveremo tutti al Caffè Formigoni a discettare di affari e politica, domani, su Youtube. Il presidente è maggiormente dedito alle campagne mediatiche che a tenere sotto controllo i sui ‘sottoposti’.  Per oggi è riuscito a cavarsela dicendo che per Boni vale la ‘presunzione d’innocenza’. Di quel famoso Ufficio di Presidenza del 2010, sono stati eliminati in quattro: Penati, Boni, Ponzoni e Cristiani. La meglio gioventù della Regione Lombardia, sia a destra che a sinistra.

Un presidente di Regione che non si dimette dopo che il quarto componente del suo – suo! – Ufficio di Presidenza è stato indagato per tangenti, è un uomo che semplicemente aspetta il giorno in cui lo verranno a prendere. Non c’è altra spiegazione.

Elegia Craxiana. Tutto pronto per l’offensiva sulla giustizia.

Stasera Raidue, con il programma La Storia Siamo Noi, prodotto storico di Giovanni Minoli, ex agiografo del fu segretario del fu Partito Socialista, roba da antiquario si direbbe, ha inaugurato la settimana dell’elegia in memoria di Bettino: un coro unanime e revisionista volto a restaurare la figura del grande (?) statista perseguitato da giudici politici. Che dire, un’operazione mediatica in gran stile, con lo scopo di preparare il terreno allo choc della riforma della giustizia. Processo Breve o non Processo Breve? Oggi Mr b è salito al Colle per mettere Napolitano in guardia: il Presidente non si metterà di traverso, la riforma della giustizia s’ha da fare, il tempo stringe. E domani, in Senato, di cosa si potrà mai discutere?

Martedì 12 gennaio 2010
alle ore 17
309ª Seduta Pubblica
ORDINE DEL GIORNO

I. Informativa del Ministro dell’interno sui fatti di Rosarno

II. Discussione del disegno di legge:

GASPARRI ed altri. – Misure per la tutela del cittadino contro la durata indeterminata dei processi, in attuazione dell’articolo 111 della Costituzione e dell’articolo 6 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali – Relatore VALENTINO

Domani Yes, political! pubblicherà il resoconto della seduta.

    • se dipendesse da noi, Craxi riposerebbe in pace da dieci anni: il problema è chi continua a resuscitarlo nella speranza di farne un uso politico non per i morti, ma per i vivi

    • questa ansia di riabilitare Craxi non è il gusto necrofilo di parlar bene di un morto, ma è il tentativo – aggiungo io – mascalzonesco di utilizzare un morto per sdoganare e nobilitare i vivi

    • se Craxi, pregiudicato per corruzione e finanziamento illecito, è un grande statista che va celebrato dieci anni dopo la morte, quindici anni dopo essere scappato latitante all’estero, beh, a maggior ragione il suo figlio prediletto, Silvio, esce come un gigante

    • in fondo non è scappato, non è ancora scappato e Craxi era il corrotto e lui il corruttore

    • la riabilitazione di Craxi è prodromica all’operazione impunità. Nel sondaggio pro o contro la riabilitazione di Craxi mi ha molto colpito il fatto che, se non erro, un terzo delle persone intervistate o forse un quarto, una cifra enorme comunque, non si pronuncia, dicendo “ non so niente di Craxi”

    • temo che ci sia una gran parte di persone che c’erano, che magari guardavano i telegiornali, leggevano i giornali, sentivano parlare, sapevano, ma questo bombardamento a reti unificate in questi quindici anni ha fatto loro dimenticare quello che avevano visto e saputo su Craxi

    • oggi non hanno un’opinione, perché non sanno

    • in quali condizioni giuridiche si trovava Craxi quando è morto, nel 2000: si trovava nelle condizioni di un pregiudicato con due condanne definitive, di cinque anni e cinque mesi la prima – scusate, consulto una cosa che ho scritto su Il Fatto, così evito di dirvi cose imprecise – cinque anni e cinque mesi per corruzione (le tangenti Eni /Sai) e quattro anni e sei mesi per le tangenti della metropolitana milanese, finanziamento illecito.

    • la responsabilità è stata individualmente riscontrata nel suo caso; i magistrati vanno in cerca del tesoro di Craxi e lo trovano, ne trovano un pezzo, perché Craxi aveva messo in piedi un sistema di occultamento dei fondi neri suoi e del partito – suoi e del partito – che era una specie di giro del mondo, di caccia al tesoro: c’erano conti in Svizzera, in Lichtenstein, nei Caraibi, addirittura in Estremo Oriente, a Hong Kong

    • Il pool di Mani Pulite ha accertato grossomodo passaggi di denaro di 150 miliardi di lire

Posted from Diigo. The rest of my favorite links are here.

Influenza A, sospetto di tangenti fra scienziati e Big Pharma.

La notizia corre sul web già dal 30 novembre scorso. Compare in Italia su Repubblica.it il 13 Dicembre. L’OMS è costretta a dare spiegazioni in via ufficiale anche sul proprio sito. In Danimarca è stata avviata un’inchiesta governativa su alcuni scienziati, in particolar modo il dr. Albert Osterhaus, uno dei virologi leader a livello mondiale – il suo gruppo è stato il primo a identificare l’infezione umana con il ceppo H5N1 dell’influenza aviaria – in seguito a un articolo pubblicato nientemeno che su Science. Lo scienziato sarebbe accusato di avere legami chiaroscuri non solo con l’industria farmaceutica, ma anche con politici, ministri della salute, dottori e giornalisti. La “classica” bustarella, dicono.

Tutto è cominciato l’undici di Giugno 2009: il Direttore Generale dell’OMS, Margaret Chan, decide di elevare il livello di emergenza pandemia da 5 a 6, ovvero al massimo. Questo sulla base delle conclusioni di un “Comitato di Crisi”, convocato dal Direttore Generale al fine di fornire all’OMS la consulenza scientifica necessaria a fronteggiare l’emergenza pandemica. E che cos’è questo “Comitato di Crisi”? Da chi è composto? Di quali poteri è investito? Pare che nel frattempo la definizione di crisi pandemica sia stata opportunamente corretta,

Il Comitato è composto da 18 membri ed è solo consultivo, ha detto Gregory Hartl, portavoce per l’influenza presso l’OMS […] I nomi dei membri della commissione sono confidenziali. Non devono essere sottoposti a pressioni esterne. Essi vengono selezionati in base alle loro competenze in materia di diffusione del virus influenzale e di controllo della malattia”, dice Hartl (fonte: Experter samarbetar med industrin | Inrikes | SvD, trad. propria).

Quindi, la decisione di innalzare il livello dell’emergenza pandemia da 5 a 6, fatto che ha innescato il ricorso al vaccino e di conseguenza il businness per Big Pharma, è stato scaturito dalle conclusioni di un organo meramente “consultivo”, i cui membri non vengono nemmeno resi noti, affinché “non subiscano pressioni” (bel metodo: viene da chiedersi come si possa esercitare il controllo su queste 18 persone che, coperte dall’anonimato, possono eventualmente essere orientate nella decisione dal proprio interesse personale).

Nella lotta contro questa epidemia, dobbiamo collaborare con numerosi partner. Ciò include i governi, le ONG e l’industria farmaceutica. Abbiamo bisogno di trovare le soluzioni migliori per proteggere la vita delle persone. Salvare vite è più importante per noi”, ha dichiarato Gregory Hartl. Egli ha aggiunto, “indaghiamo circa i conflitti di interesse e riceviamo informazioni su questo”. Dice anche che ci sono diversi comitati che forniscono consulenza su vari aspetti di influenza e di come combatterla. “Questi comitati devono evitare conflitti di interesse”, ha detto (fonte: Experter samarbetar med industrin | Inrikes | SvD, trad. propria).

Questa la dichiarazione ufficiale. Eppure un giornale danese ha appurato rapporti fra questi esperti e gruppi di esperti sulle pandemie influenzali e le industrie farmaceutiche, in particolar modo con quelle rivelatesi leader nella produzione del vaccino. Tutto è esemplificato in questo grafico che mostra le linee direzionali della “bad influence” lobbistica di Big Pharma rispetto al Direttore Generale dell’OMS, Margaret Chan:

Schema delle relazioni OMS-Big Pharma

Più difficile replicare alle rivelazioni sui presunti conflitti di interesse di alcuni esperti scientifici degli advisory groups, i gruppi di consulenza dell’Oms sull’H1N1. Il medico olandese Albert Osterhaus, del comitato “Sage” incaricato delle linee guida per la prescrizione di vaccini contro il virus, avrebbe partecipazioni economiche in diverse società farmaceutiche. Anche Frederick Hayden e Arnold Monto, altri due consulenti dell’Oms per la campagna di vaccinazione, sono stati accusati di collaborare stabilmente con Roche e Gsk […] da pochi giorni sul sito compare un comunicato di precisazione sugli advisory groups ed è stata avviata un’inchiesta per verificare l’effettiva indipendenza dei comitati di consulenza a cui è stata affidata la regia della prima pandemia globale (fonte: E se il virus fosse solo un raffreddore? – cronaca – Repubblica.it).

E pare che nel frattempo la definizione di crisi pandemica sia stata opportunamente corretta:

A inizio 2009 la conditio sine qua non per lo stato d’emergenza (il livello 6) era quella di trovarsi di fronte a “un enorme numero di morti”. Dizione sparita nei primi mesi dell’anno dal prontuario di Ginevra. “La confusione è dovuta a una vecchia definizione sbagliata sul nostro sito che è stata in effetti aggiornata”, si giustifica Gregory Hartl, portavoce dell’organizzazione […]  (fonte: E se il virus fosse solo un raffreddore? – cronaca – Repubblica.it)

    • Chiamato “Dr.Flu” (Dottor Influenza), il professor Albert Osterhaus (nella foto) è il principale consigliere dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per la pandemia H1N1.
    • Da diversi anni, parla dell’imminenza di una pandemia globale e quello che sta succedendo sembra dargli ragione.
      Ma lo scandalo che è scoppiato nei Paesi Bassi e che è stato oggetto di dibattito in Parlamento, ha messo in evidenza i suoi legami personali con i laboratori che fabbricano i vaccini da lui fatti prescrivere all’OMS.
    • Da molto tempo, il Parlamento nederlandese [1] nutriva dei sospetti sul famoso Dott. Osterhaus e aveva aperto un’inchiesta per conflitto d’interesse e malversazioni.
    • Quello che viene messo in causa, come ci spiega la rivista Science in un semplice dispaccio, è l’indipendenza del giudizio personale sulla pandemia di influenza A
    • Science pubblicava queste poche righe su Osterhaus nell’edizione del 16 ottobre 2009:“Negli ultimi sei mesi, nei Pesi Bassi è stato difficile accendere la televisione e non vedere il famoso cacciatore di virus Albert Osterhaus e sentirlo parlare della pandemia di influenza A. O perlomeno, è ciò che credevamo. Il Signor Influenza era Osterhaus, il direttore di un laboratorio di fama mondiale in seno al Centro medico dell’Università Erasmo di Rotterdam. Ma la scorsa settimana la sua reputazione è stata fortemente criticata dopo che sono stata espressi alcuni sospetti sulla volontà di attizzare le paure di una pandemia, con l’obiettivo di servire gli interessi del proprio laboratorio nella messa a punto di nuovi vaccini. Nel momento in cui Science mandava in stampa, la Camera bassa del Parlamento nederlandese annunciava che la questione sarebbe stata discussa con urgenza”.

    • Un esame più approfondito del dossier di Osterhauas lascia intendere che questo virologo nederlandese di fama internazionale potrebbe trovarsi al centro di una truffa di diversi miliardi di euro riguardo all’idea di una pandemia. Un sistema fraudolento in cui dei vaccini non testati sono iniettati a degli uomini, col rischio -come è già successo- di causare seri danni, paralisi gravi o decessi.
    • Albert Osterhaus non è una persona qualunque. Ha avuto un ruolo in tutti i grande ondate di panico suscitate dalla comparsa di virus, a partire dai misteriosi decessi imputati alla SARS a Hong-Kong, dove l’attuale Direttrice generale dell’OMS Margaret Chan aveva lanciato la sua carriera di responsabile della Salute Pubblica a livello locale.
    • nell’aprile 2003, all’apice del panico causato dalla SARS, Osterhaus fu incaricato di partecipare alle inchieste sui casi di infezioni respiratorie che si moltiplicavano a Hong Kong. Nel rapporto dell’unione Europea possiamo leggere: “dimostrò ancora una volta la sua capacità di agire velocemente in situazioni gravi. In tre settimane ha dimostrato che questa malattia era provocata da un coronavirus scoperto recentemente che contamina le civette, i pipistrelli e altri animali carnivori”
    • In seguito, quando i casi di SARS non fecero più parlare di sé, Osterhaus passò ad altro, lavorando questa volta per la mediatizzazione dei pericoli di quella che chiamava l’influenza aviaria H5N1. Nel 1997 aveva già suonato l’allarme dopo la morte a Hong Kong, di un bambino di tre anni che Osterhaus sapeva essere stato in contatto con degli uccelli
    • Osterhaus ha sviluppato quindi il suo lobbying nei Paesi Bassi e in Europa
    • nell’ottobre 2005, Osterhaus dichiarava: “se il virus riuscisse a mutare in maniera tale da trasmettersi poi tra umani, allora saremmo in una situazione completamente diversa: potremmo avere dinnanzi a noi l’inizio di una pandemia”. Aggiungeva: “C’è il rischio che il virus venga sparso dagli uccelli in tutta Europa. C’è un rischio reale che nessuno ha saputo tuttavia valutare fino ad oggi, perchè non abbiamo fatto gli esperimenti dovuti”
    • Per sostenere il suo allarmante scenario di pandemia cercando di dargli una legittimità scientifica, Osterhaus e i suoi assistenti di Rotterdam han cominciato a raccogliere e congelare dei campioni di feci d’uccelli. Affermava che, secondo i periodi dell’anno, fino al 30% di tutti gli uccelli d’Europa risultavano portatori del virus mortale dell’influenza aviaria H5N1

Posted from Diigo. The rest of my favorite links are here.