Lo sciopero della fame degli ammalati di SLA. Livelli minimi di assistenza e limite massimo dell’intervento medico.

Una donna a Brindisi, malata di SLA, chiede con il battito delle ciglia di essere lasciata morire. I medici le vogliono praticare la tracheotomia. La medesima sorte di Luca Coscioni, morto nel 2006, e di tutti i malati di SLA. Prima della fine avviene la paralisi dei muscoli polmonari. I medici non credono che la donna stia effettivamente "parlando" con il battito delle ciglia. Quindi intendono procedere con l’intervento. I familiari invece sostengono che la donna è sempre stata contraria all’accanimento terapeutico. Un’altra storia in cui la pratica medica tende ad avere il sopravvento sul volere dell’individuo. Una prevaricazione che una legge sul testamento biologico potrebbe prevenire.
Intanto continua lo scipero della fame degli ammalati di SLA e dell’on. Maria Antonietta Farina Coscioni, deputata PD-Radicali. Lamentano un’assistenza sanitaria inadeguata e chiedono spiegazione sui finanziamenti stanziati nel 2007 e nel 2008 per i cosiddetti comunicatori, ovvero gli apparecchi che consentono al paziente di interagire con il mondo esterno. I soldi, promessi, non sono mai arrivati.

  • MARIA ANTONIETTA FARINA COSCIONI: PROSEGUE SCIOPERO DELLA FAME(QUINTO GIORNO) TRE GLI OBIETTIVI DELLA INIZIATIVA NONVIOLENTA E GANDHIANA, PER OTTENERE UNA RISPOSTA CHIARA ED ESAURIENTE DA UN GOVERNO E DA UN Vice-Ministro DELLA SALUTE DA TROPPO TEMPO SILENTI. OGGI SARO’ PRESENTE AI LAVORI DELLA CONSULTA DELLE MALATTIE NEUROMUSCOLARI ORE 15 VIA LUNGO TEVERE RIPA 1 SALA AUDITORIUM

    • Prosegue invece il mio sciopero della fame, un’iniziativa nonviolenta e gandhiana finalizzata a tre obiettivi precisi:

      1. rendere noto l’effettivo utilizzo dei finanziamenti stanziati nel 2007 e nel 2008 per i “comunicatori” di nuova generazione che consentono ai soggetti con gravi patologie e con compromissione della voce di interagire con il mondo esterno;

      2. rendere effettiva ed operativa l’approvazione della nuova versione dell’assistenza protesica del nuovo Nomenclatore, in modo che sia garantita la fornitura adeguata ad ogni persona con disabilità, prevista nello schema del DPCM sui nuovi LEA da un anno e mezzo al vaglio delle Autorità di governo centrali e regionali per gli aspetti di natura economico-finanziaria;

      3. adottare le linee guida cui le regioni si conformano nell’assicurare un’assistenza domiciliare adeguata per i soggetti malati di sclerosi laterale amiotrofica.

  • SVELATO L’INGANNO: NON E’ VERO CHE LA QUESTIONE SOLLEVATA DA SALVATORE USALA E DAGLI ALTRI MALATI DI SLA SIA ARENATA ALLA CONFERENZA STATO REGIONI. E’ IL MINISTERO DELLA SALUTE INADEMPIENTE, E CHE NON HA FATTO QUELLO CHE DOVEVA FARE, PUR AVENDO ASSICURATO DI AVERLO FATTO. Maria Antonietta Farina Coscioni, deputata radicale, co-presidente dell’Associazione Luca Coscioni, giunta al settimo giorno di sciopero della fame, ha rilasciato la seguente dichiarazione: Al settimo giorno della mia iniziativa nonviolenta e gandhiana – lo sciopero della fame a fianco di Salvatore Usala e degli altri malati di SLA, anche loro scesi in sciopero della fame perché sia loro riconosciuto il diritto a un’assistenza adeguata cui hanno bisogno. Devo constatare, e denunciare, l’inerzia colpevole e il silenzio pervicace del Vice-Ministro della Salute Fazio. E’ evidentemente troppo impegnato per comunicare pubblicamente l’effettivo impegno sui LEA (livelli essenziali di assistenza) alla Conferenza Stato Regioni per la questione sollevata dai malati di SLA, da me e da altri 370 cittadini che si sono uniti alla mia lotta. Ne prendo atto e questo silenzio assordante non mi fa desistere. Giovedì ha avuto luogo a Roma la Consulta per le malattie neuromuscolari dove ho appreso con sorpresa che il ministero della Salute, rispondendo a una mia precisa interrogazione, ha detto il falso: ci aveva assicurato che la questione dello DPCM sui nuovi LEA era GIA’ approdata in sede di Conferenza Stato- Regioni, e che attendeva che venissero espletati gli adempimenti che a quella Conferenza spettano. Non è vero. Il Vice Ministro Fazio giovedi in Consulta ha dichiarato: "siamo molto vicini, all’invio dei LEA alla Conferenza Stato-Regioni. Quindi il contrario di quanto scritto 15 giorni prima. Cioè il Ministero non ha in realtà fatto nulla con la promessa di investire la Conferenza Stato e Regioni nei prossimi giorni. Ora dunque la nostra lotta si “arricchisce” di un altro obiettivo: – Il ministero finalmente deve fare quello che da tempo doveva fa

    • Un battito di ci­glia. Le palpebre si abbassano, quasi come parole scandite len­tamente. L’unico modo per ri­spondere, con il solo movimen­to che la malattia ancora le con­sente. M. S, 60 anni, da 15 ammala­ta di Sla, ricoverata da tre gior­ni all’ospedale di Brindisi, deve decidere se continuare a vivere grazie a un intervento di trache­otomia, oppure rinunciare, con la prospettiva di aprire gli oc­chi al massimo per altre due settimane.

    • la risposta non vale. Almeno per i medici. Che, per essere si­curi sul da farsi, segnalano il ca­so alla polizia. Così interviene la procura, che dispone una pe­rizia psichiatrica sulla donna, per accertare la sua reale capaci­tà di intendere e di volere

    • Nessun dubbio, secondo la famiglia, invece, su quello che M. avrebbe desiderato: morire, se le sue condizioni si fossero aggravate. Come avrebbe di­chiarato in tempi migliori, quando le parole le venivano spontanee e il corpo risponde­va ancora a semplici stimoli co­me tendere la mano per stringe­re quella di marito e figli.

    • Un buco nella trachea, preludio al respi­ratore meccanico, ultima tappa per i malati di Sla che incorro­no nella paralisi dei muscoli polmonari. Non per M., alme­no secondo la famiglia. Perché la donna non avrebbe mai ac­cettato la malattia, e soprattut­to, in passato, avrebbe esplicita­mente detto di voler morire. Nel 2001 la firma di M. S. com­pare sul sito dei Radicali, sotto l’appello al presidente Berlusco­ni di scienziati e ammalati per sostenere la candidatura di Lu­ca Coscioni nel comitato nazio­nale di bioetica.

    • Chissà se M. ha poi seguito l’epilogo della storia dell’economista ammala­to come lei, che nel 2006 rifiuta la tracheotomia, perché non avrebbe voluto vivere attacca­to a una macchina.

    • Coscioni muore il 20 febbraio per una crisi respiratoria. In dicembre lo segue Piergiorgio Welby, la cui storia si complica perché già attaccato al respiratore, chiede e ottiene di poterlo stac­care affinché la malattia faccia il suo corso

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A-H1N1, lo scetticismo sul vaccino. In Germania vaccino senza squalene per pochi

Pare che in Germania i membri del governo federale e i ministri abbaino riservato per sé e per i soldati tedeschi in afghanistan un vaccino anti-pandemico alternativo al Pandemrix della Glaxo, distribuito invece alla parte restante della popolazione. La differenza risiede nel fatto che il Celvapan della Baxter – questo il suo nome – non contiene MF-59, l’adiuvante della discordia, sospettato di avere effetti collaterali a lungo termine, taciuti dalla industria del farmaco. Anche negli USA il vaccino anti suina non contiene squalene: la Food and Drug Administration non lo ha mai autorizzato.

Il vaccino senza MF-59 è inefficace? Naturalmente nessuno lo dice. Resta il fatto che in USA si invita la popolazione a vaccinarsi, in special modo i bambini; i vaccini sono in milioni di dosi e ne verranno prodotti e distribuiti altrettanti. In Italia, si distribuisce il prodotto di Novartis, avente MF-59, ma non ci sono le milioni di dosi annunciate dal governo, non si propaganda il vaccino e i medici sono renitenti a farsi fare la puntura. Sarà un caso? Forse che il governo, oltre a non avere i soldi per pagare le milioni di dosi necessarie a vaccinare buona parte della popolazione, sia pure incerto sulla efficicia e l’innocuità di Focetria? Il viceministro Fazio si è pronunciato l’altro giorno per dire che i medici “si devono vaccinare”, lasciando intendere che non esiste per questa categoria spazio per il libero arbitrio. Non si possono veicolare “messaggi fuorvianti”.

Sarà. Intanto per Big Pharma si annunciano entrate per otto miliardi di dollari. Il vaccino in Germania costa 14 euro la dose, interamente pagato dallo stato. In Italia non si sa. Il governo non ha fornito la documentazione della spesa per il vaccino alla Corte dei Conti. solo dai Radicali (Farina Coscioni, sua l’interrrogazione presentata alla Camera) si è levata qualche voce di protesta e di richiesta di chiarimenti.

Berlino, 19 ott (Velino) – La campagna di vaccinazione gratuita contro l’influenza A H1N1 inizia oggi in Germania. Si prevede la somministrazione di 50 milioni di dosi entro la fine di gennaio. È la più imponente mobilitazione sanitaria del dopoguerra, ma rischia di venire disertata dalla maggior parte della popolazione. Un sondaggio demoscopico per conto della tv pubblica Ard ha rivelato durante il fine settimana che solamente il 12 per cento dei tedeschi intendono farsi vaccinare. La maggior parte degli interpellati (39 per cento) hanno dichiarato di rifiutare il vaccino. Un altro 27 per cento del campione si è mostrato tendenzialmente contrario (“probabilmente no”) mentre appena il 19 per cento non esclude di giovarsi del vaccino. Il 3 per cento non ha risposto al sondaggio. La gente è diffidente non solo per gli eventuali effetti collaterali del nuovo vaccino, ma anche per l’allarme suscitato dalla notizia che il ministero federale della Sanità avrebbe acquistato un prodotto poco idoneo. Secondo il virologo Alexander Kekulè, il vaccino Pandemrix (prodotto dall’inglese Glaxo-Smithkline) per moltiplicare la sua efficacia, contiene un integratore che nella metà dei casi produce gonfiori, arrossamenti, emicrania e dolori nelle ossa.

In un terzo dei casi la somministrazione di Pandemrix, a giudizio di Kekulè, ha per conseguenza un diffuso stato di debolezza e febbre. Per questo motivo, per i membri del governo federale e per il personale dei ministeri, come anche per i militari tedeschi stazionati in Afghanistan, sono state ordinate 200mila dosi di Celvapan, vaccino senza integratore prodotto da Baxter. Il trattamento privilegiato rappresenta “uno scandalo”, a giudizio di Wolf-Dieter Ludwig, presidente della Commissione per i farmaci. Michael Kochen, presidente della Società tedesca di medicina generale, ha sconsigliato il vaccino “perché il rischio di danni supera i benefici”. Intanto il quotidiano economico Handelsblatt ha fatto i primi conti della pandemia giungendo alla conclusione che si tratta di “una benedizione di miliardi” per l’industria farmaceutica. Una dose di vaccino in Germania costa 14 euro, ma la somministrazione è interamente a carico del sistema sanitario pubblico. Tra quest’anno e l’anno prossimo, le azioni messe in campo contro l’influenza A dovrebbero generare sul piano mondiale un fatturato aggiuntivo superiore a 8 miliardi di dollari per i produttori del settore.

È sintomatico il boom del farmaco Tamiflu prodotto dal gruppo svizzero Roche. Circa la metà dell’incremento dell’11 per cento registrato nel fatturato dei primi nove mesi di quest’anno deriva dalle vendite di Tamiflu. Nella graduatoria dei maggiori produttori del vaccino contro il virus H1N1 figura al primo posto il gruppo inglese Glaxo-Smithkline con 440 milioni di dosi di vaccino per un valore di 3,5 miliardi di dollari. Al secondo posto i francesi di Sanofi-Aventis (121 milioni di dosi / 722 milioni di dollari); terza la svizzera Novartis (100 milioni di dosi/496 milioni di dollari); quinta l’anglo-svedese Astra-Zeneca (42 milioni di dosi / 453 milioni di dollari).

http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=971982

  • Vaccinazioni: perché sono un pericolo

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    • Cosa fa l’adiuvante squalene ai topi
      Adiuvanti di vaccini su base oleosa come lo squalene, a lungo raggio temporale non hanno dimostrato di produrre risposte immunitarie utili, cioè concentrate e ininterrotte (1).
      Inoltre, una ricerca del 2000 pubblicata nell’American Journal of Pathology ha dimostrato che una singola iniezione dell’adiuvante squalene sui topi, ha attivato “una infiammazione cronica, mediata immunologicamente sull’articolazione”, altresi nota come artrite reumatoide (2)
    • Una ricerca condotta al Tulane Medical School e pubblicata nel numero di febbraio 2000 di Experimental Molecular Pathology, include queste statistiche allarmanti:
      “ …la maggioranza sostanziale (95%) dei pazienti che svilupparono la Sindrome della Guerra del Golfo (Gulf War Syndome – GWS) aveva anticorpi verso lo squalene. Tutti (100%) i pazienti GWS immunizzati per il servizio “Tempesta nel Deserto” anche non impiegati sul campo di battaglia, ebbero gli stessi segni  e sintomi di quelli che lo furono, ovvero anticorpi allo squalene (3);
    • dr Viera Scheibner, in precedenza eminente ricercatore scientifico per il governo australiano:
      “…questo adiuvante [lo squalene] contribuì alle reazioni a cascata chiamate “Gulf War Syndrome,”  (sindrome della Guerra del Golfo) documentate nei soldati coinvolti nella Guerra del Golfo.

      I sintomi da loro sviluppati includevano: artrite, fibromialgia, adenopatia, irritazioni cutanee fotosensitive, fatica cronica, emicranie croniche, perdita abnorme di peli, lesioni cutanee non guaribili, ulcere da afte, vertigini, debolezza, perdita di memoria, attacchi epilettici, cambi di umore, problemi neuropsichiatrici, effetti antitiroidei, anemia, alto tasso di sedimentazione degli eritrociti, lupus eritematoso sistemico, sclerosi multipla, fenomeno di Raynaud, sindrome di Sjorgren, diarrea cronica ecc.” (4).

    • (1) Rense.com, Vaccines, Autism, and Gulf War Syndrome, August 15, 2005.
    • (2) The American Journal of Pathology, the Endogenous Adjuvant Squalene Can Induce a Chronic T-Cell-Mediated Arthritis in Rats, 2000.
    • (3) ScienceDirect.com, Experimental and Molecular Pathology, Volume 68, Issue 1, February 2000, Pages 55-64 http://www.sciencedirect.com/
    • (4) Adverse Effects of Adjuvants in Vaccines, by Viera Scheibner, Ph.D., 2000. http://www.whale.to/vaccine/adjuvants.html
  • INFLUENZA A: RADICALI, CHIAREZZA SU CONTRATTI PER VACCINO | Maria Antonietta Farina Coscioni

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    • “Quanto costano i 24 milioni di vaccini contro il virus H1N1? Perche’ il governo non rende noti i termini del contratto stipulato con la multinazionale farmaceutica Novartis?
    • E’ vero che in caso di inadempienza delle date di consegna, non sono previste penalita’ verso l’inadempiente? E’ vero che il ministero della Salute sarebbe rimborsato per danni causati a terzi solo a causa di difetti di fabbricazione, ma non sembra possibile stabilirne l’esistenza?”
    • E’ quanto chiede la deputata radicale Maria Antonietta Farina Coscioni che ha presentato una interrogazione al premier Silvio Berlusconi, ai ministri del Welfare Maurizio Sacconi e delle Finanze Giulio Tremonti per conoscere gli accordi che il governo ha preso con la multinazionale farmaceutica Novartis.
    • “Trovo sconcertante – ha sottolineato la Coscioni – e inaccettabile che il governo abbia rifiutato alla magistratura contabile la documentazione” sul costo dei vaccini e sui termini dell’accordo. L’interrogazione presentata dalla deputata radicale e’ composta da quindici punti affinche’ “sia fatta urgente chiarezza”.
    • Tra questi, Coscioni chiede se sia vero che “nonostante il rilascio del visto, i magistrati contabili non hanno nascosto perplessita’, a cominciare dalle premesse dell’accordo: ’sicuramente particolare visto che aveva per oggetto un prodotto, il vaccino Focetria autorizzato solo recentemente dall’Unione Europea, e che al momento della stipula non esistevaancora”. E ancora se sia vero che “il ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali sarebbe comunque ‘obbligato ad accettare il vaccino anche in assenza dell’autorizzazione all’immissione in commercio in Italia’”.

Testamento biologico e diritto di cura. Marino e Farina Coscioni per la libertà dell’individuo.

Interventi di Maria Antonietta Farina Coscioni e Ignazio Marino su testamento biologico e libertà di cura.

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  • “Non si possono ignorare gli interrogativi sul fine vita e sulla fecondazione” | Ignazio Marino

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    • durante la presentazione del libro “Nelle tue mani”, tenutasi al Festival della Salute in corso a Viareggio ha affermato che “ci sono degli interrogativi, sul fine vita e sulla fecondazione, che non possiamo ignorare e non possiamo affrontare senza ascoltare il parere della comunita’ scientifica
    • Uno Stato puo’ anche decidere di non darsi una legge riguardo a questi temi, cosa che peraltro ritengo sbagliata, ma non puo’ fare una legge del genere ignorando il parere degli esperti.
    • uesta la strada che e’ stata imboccata in Italia sul testamento biologico e sulla fecondazione assistita
  • BIOTESTAMENTO MARINO (PD) NECESSARIA UNA LEGGE SUL FINE VITA – Agenzia di stampa Asca

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    • Ci sono degli interrogativi, sul fine vita e sulla fecondazione, che non possiamo ignorare e non possiamo affrontare senza ascoltare il parere della comunita’ scientifica. Uno stato puo’ anche decidere di non darsi una legge riguardo a questi temi, cosa che peraltro ritengo sbagliata, ma non puo’ fare una legge del genere ignorando il parere degli esperti. Ed e’ questa la strada che e’ stata imboccata in Italia sul testamento biologico e sulla fecondazione assistita
    • ‘E’ necessario garantire a tutti le cure – ha aggiunto Marino, ricordando alcuni dolorosi episodi con cui si e’ confrontato durante la sua carriera di chirurgo specializzato in trapianti – ma lasciare al paziente la scelta se sottoporsi o meno a quelle cure. Non spetta al medico stabilire quali cure applicare, e’ la societa’ a dover prendere queste decisioni
    • Ma una legge e’ necessaria – ha avvertito – non dobbiamo pensare che in sua assenza nessuno prenda decisioni del genere: in questo stesso momento probabilmente in una delle rianimazioni d’Italia un medico sta facendo una scelta di vita o di morte riguardo a un paziente. Perche’ non dovremmo poter intervenire su un dilemma di questa importanza o lasciare che una persona a noi cara possa farlo?
    • ‘La Chiesa ha fatto dei passi straordinari nei confronti della scienza e del concetto di morte. Un merito soprattutto le va riconosciuto: quello di tenere sempre viva l’attenzione su temi di questo tipo, di far si’ che non vengano accantonati e dimenticati
    • Marino si e’ soffermato sull’importanza del dialogo tra medico e paziente. ”Stabilire un buon rapporto umano e’ fondamentale – ha concluso Ignazio Marino – innanzitutto per risolvere le situazioni di ansia, ma anche per arrivare prima alla diagnosi e intervenire cosi’ sui costi della sanita’
  • «Morte cerebrale, rivedere i criteri» – Corriere della Sera

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    • In gioco c’è la decisione su quale sia il momento che segna il passaggio tra la vita e la morte. Una scelta cruciale anche per dare il via al trapianto d’organi.
    • sei scienziati di livello internazionale sostengono una tesi destinata a fare discutere: «I criteri attualmente in uso per stabilire la morte cerebrale sono troppo rigidi — dicono —. Bisogna rivederli in modo da tener conto della pratica clinica»
    • Si dovrebbe evitare di ispirarsi a una rigida ortodossia, mantenendo invece un’apertura mentale su un tema così complesso e controverso
    • Vanno riconsiderate definizioni troppo rigide come la cessazione “irreversibile” “di tutte le funzioni”, “dell’intero cervello”, perché è convinzione comune l’inapplicabilità di tali criteri nella pratica clinica
    • Capofila dell’appello è il chirurgo dei trapianti Ignazio Marino (Pd), presidente della Commissione d’inchiesta sul sistema sanitario nazionale al Senato. Di fianco a lui Giovanni Boniolo (Fondazione Ifom e facoltà di Medicina di Milano); Bernardino Fantini (Università di Ginevra); John Harris (Università di Manchester); Robert Truog (Harvard Medical school) e Stuart Youngner (Case Western Reserve University).
    • Si stanno ancora scoprendo molti aspetti clinici, legali, sociali della morte cerebrale — sottolineano i sei esperti —. Il concetto evolve in relazione alle differenze culturali e religiose. È necessario mantenere aperta la discussione con il mondo non scientifico
    • Gli scienziati spiegano le loro convinzioni in un documento che sarà pubblicato sul prossimo numero della rivista Nature
    • È messo in discussione il protocollo internazionale utilizzato per stabilire la morte cerebrale negli ultimi 41 anni. I criteri oggi in uso — coma, perdita irreversibile di qualsiasi funzionalità cerebrale e impossibilità di una respirazione autonoma — sono, infatti, quelli definiti nel 1968 dall’Harvard Medical School che aveva cambiato la definizione di morte basandosi non più sull’arresto cardiocircolatorio, ma sull’encefalogramma piatto
    • Il punto di non ritorno, ovvero l’irreversibilità, esiste ed è determinabile — ribatte sempre da Viareggio Alessandro Nanni Costa, direttore del Centro nazionale trapianti (Cet) —. Sappiamo che ciò che viene perso è la capacità complessiva del cervello e la sua capacità di recupero
    • Il tema era stato trattato già l’anno scorso anche da L’Osservatore Romano: per la storica Lucetta Scaraffia la messa in dubbio dei criteri di Harvard apre «nuovi problemi per la Chiesa cattolica, la cui accettazione del prelievo degli organi da pazienti cerebralmente morti» si regge «soltanto sulla presunta certezza scientifica che essi siano effettivamente cadaveri»

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Bagnasco ci vuole imporre l’alimentazione forzata. Bagnasco vuole imporsi sulla morte.

Il Cardinale Angelo Bagnasco, nella sua reprimenda di oggi contro l’amoralità di certa politica, ha infilato in mezzo a discorsi in difesa di Boffo (chi?) dichiarazioni scontertanti sulla sentenza del Tar del Lazio in materia di libertà di cura. Per Bagnasco non dovrebbe esserci libertà di coscienza in fatto di fine-vita, non dovrebbe esserci scelta se restare attaccati a macchine che ti autoalimentano e vivere in forma vegetativa senza più possedere la percezione del reale, senza più poter esprimere neppure il dolore, oppure lasciarsi al destino della morte. L’individuo, dietro la scusante che non possa essere lasciato senza il nutrimento vitale, viene così sottratto anche nell’attimo finale e reso oggetto di un potere, quello medico, che non trova confine e in quanto tale diventa – secondo questa logica –  il nuovo assolutismo.
Naturalmente tutto ciò è passato sotto silenzio. Bagnasco ha addirittura spiegato come il testo elaborato al Senato nei giorni di Eluana, il famigerato DDL Calabrò, che sottrae l’individuo alla "pericolosità" del libero arbitrio, della libertà di decidere e di compiere azioni, per rettificarlo in un forma apoplettica costretta alla vita dal nutrimento artificiale.

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    • Il Pontefice istiga i farmacisti a non vendere quelle che definisce “medicine anti-vita”, cioè le pillole antifecondative e la RU 486;

      in pratica a violare le leggi dello Stato;

    • giorni fa dal Vaticano arrivava un ukase contro alcuni sacerdoti “colpevoli” di non aver condiviso la posizione assunta dalle gerarchie sul caso Englaro e il testo di legge sul testamento biologico della maggioranza: una pessima legge che non tiene conto la volontà del paziente, e contraddice il principio di libertà di cura
    • Quei sacerdoti hanno rivendicato il diritto di ognuno di vivere la propria vita, e di poter anche di morire in pace, «quando non c’è speranza di migliorare le proprie condizioni di esistenza umana». Li ringrazio quei sacerdoti: sono la prova che c’è un mondo di credenti sommerso, mortificato; che si vorrebbe restasse tale, ignorato; un mondo che vive con sofferenza le scelte della gerarchia; cristiani adulti, che sanno coniugare fede a misericordia, buon senso e senso buono.
    • il Governo si affanna in rassicurazioni: fa sapere che si verificherà con rigore la compatibilità della legge sull’aborto con l’uso della pillola RU 486; e per quanto riguarda il testamento biologico conferma che non sono discutibili alimentazione e idratazione anche contro la volontà dell’interessato; il ministro Sacconi propone perfino una sorta road map per il Parlamento: immediata approvazione di quelle norme, e rinvio a soluzioni più condivise quelle relative alle dichiarazioni anticipate di trattamento. Proposta inaccettabile, da rinviare al mittente.
    • Basterebbe che ci fosse adeguata informazione da parte del servizio pubblico e tutto sarebbe diverso: l’opinione pubblica vigilerebbe e ne chiederebbe conto.
    • il problema di questo Paese è la sostanziale incapacità di saper distinguere fra legge e precetto morale; fra reato e peccato, fra pena e penitenza
    • La battaglia da combattere è per la libertà della ricerca scientifica e per affermare i diritti umani fondamentali alla vita, alla salute, a una vita dignitosa fino all’ultimo istante che ciascuno considera degno di essere vissuto, scegliere di vivere senza sentirsi dire da altri: questo lo puoi o non lo puoi fare.
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    • Riguardo al fine-vita, infine, «Tema sul quale abbiamo dovuto purtroppo registrare in questi ultimi giorni un pronunciamento quanto meno ambiguo, attendiamo una legge che possa scongiurare nel nostro Paese altre situazioni tragiche come quella di Eluana», dunque una legge in linea «con il lavoro prezioso» svolto dal Senato. Il cardinale si è così riferito anche al recente pronunciamento in materia del Tar del Lazio nel quale si esprimeva una valutazione favorevole alla possibilità di rinunciare a determinate cure anche per i pazienti in coma qualora la loro volontà in questo senso venisse ricostruita. «È ora alla Camera – ha aggiunto il porporato – l’articolato di legge già approvato al Senato, che attende di essere discusso in sede di Commissione. Nel rispetto delle prerogative del Parlamento, ci limitiamo ad auspicare che un provvedimento, il migliore possibile, possa essere quanto prima varato a protezione e garanzia di una categoria di soggetti tra i più deboli della nostra società, senza lasciarsi fuorviare da pronunciamenti discutibili». «In questo senso – ha spiegato il cardinale – il lavoro già compiuto al Senato è prezioso, perchè dice la volontà di assicurare l’indispensabile nutrimento vitale a chiunque, quale che sia la condizione di consapevolezza soggettiva».
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    • Bagnasco ribadisce poi la contrarietà della Chiesa alla commercializzazione della pillola abortiva Ru486, recentemente decisa dall’agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), dal momento che la sua diffusione favorirebbe "una mentalità secondo cui l’aborto stesso finisce per essere considerato un anticoncezionale"
    • La Cei – prosegue il porporato – si attende che l’indagine parlamentare prevista sul tema permetta di arrivare ad una "maggiore verità" sugli effetti letali ("casi avversi") che il farmaco ha avuto in alcune occasioni sulle donne che lo hanno assunto.
    • La decisione dell’Aifa è "solo apparentemente rispettosa della libertà – dice Bagnasco – in quanto annulla i diritti di una delle parti in causa, la più indifesa, cioè della vita appena affiorata ma già reale. E anche nei confronti della donna il principio di precauzione poteva e doveva suggerire altre cautele".
    • Il presidente della Cei ribadisce inoltre le posizioni dei vescovi italiani sulla bioetica e riferendosi alla recente sentenza del Tar del Lazio afferma: "Riguardo al fine-vita, tema sul quale abbiamo dovuto purtroppo registrare in questi ultimi giorni un pronunciamento quanto meno ambiguo, attendiamo una legge che possa scongiurare nel nostro Paese altre situazioni tragiche come quella di Eluana", dunque una legge in linea "con il lavoro prezioso" svolto dal Senato.
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    • ‘Il medico deve fare di tutto per salvare una vita, ma la decisione finale se accettare o meno un trattamento deve spettare al paziente. Questa e’ la mia idea di medicina”. Cosi’ il senatore Ignazio Marino, PD in un’intervista al Secolo XIX.
    • ”e’ essenziale cercare di alleviare il piu’ possibile la sofferenza e garantire il massimo di assistenza fino all’ultimo. Come uomo, medico e politico – afferma – non me la sento, invece, di aiutare una perona a morire con un’iniezione o veleno per bocca’
    • Sono, spiega, ”assolutamente” contrario all’eutanasia: ”lo dice anche il codice deontologico dei medici in Italia: no all’eutanasia e al suicidio assistito.
    • Mentre c’e’ scritto che bisopgna sempre rispettare le volonta’ del paziente e della famiglia”.

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L’A-H1N1 è fra di noi. Il vaccino no.

Su questo blog si è più volte dubitato dell’allarmismo dell’OMS sull’A-H1N1. Ora c’è ragione di dubitare del governo e di come sta affrontando la faccenda dell’influenza suina.

C’è serietà nel dire che il vaccino per l’influenza A sarà pronto in milioni di dosi a novembre? I casi di ammalati positivi all’A-H1N1 dimostrano il fatto che il virus è già fra di noi. Pure l’allarmismo dei media, che se ne compiacciono.
E poi, è giusto che il governo dica che esistono categorie di persone per le quali la vaccinazione è obbligatoria? Siano pure essi medici o infermieri, poliziotti o vigili del fuoco, dove va a finire la libertà di cura? Posso decidere di non vaccinarmi? E pure: sono solo queste categorie a ricevere il vaccino in forma obbligatoria? Non esistono altre categorie ugualmente a rischio o potenzialmente più esposte?
Alcuni interventi in proposito.

– il tasso di mortalità della nuova influenza, segnalata come più bassa di quella stagionale (quella stagionale è indicata all’1 per mille, mentre quella da H1N1 allo 0,4-0,5 per mille) e che hanno indotto Fazio a dichiarare che «ci saranno forse un migliaio di morti in Italia» a fronte di circa 3-4 milioni di contagiati attesi;

Il fatto è che questi dati sono palesemente sbagliati. Eppure le fonti sono lì, accessibili a chiunque. Sul sito dell’Organizzazione Mondiale della Sanità c’è scritto tutto. L’ultimo report disponibile (datato 6 luglio) indica un tasso di mortalità a livello internazionale dello 0,45% (429/94512) cioè 4 per mille e non 0,4 per mille (link WHO). Quindi si tratta di una mortalità 4-5 volte superiore a quella che caratterizza l’influenza stagionale (correttamente indicata all’1 per mille), e non inferiore come erroneamente segnalato. Se si applica questo tasso di mortalità a 3-4 milioni di contagiati (nella migliore delle ipotesi) si arriva a 13.000-18.000 decessi, esattamente 10 volte quelli indicati dalla stampa;

– Se poi si va a vedere l’evoluzione della malattia in alcuni tra i paesi più avanzati (e colpiti), si scopre che la mortalità è del 4,5% (o 45 per mille) in Argentina (137/3056, situazione al 13 luglio, link pdf documento governo argentino)  e del 2% (20 per mille) nello stato di New York (52/2582, situazione al 10 luglio, link CDC).

– Si può anche discutere su quanto i tassi di mortalità ufficiali siano attendibili. Attribuire e contare i morti è (relativamente) facile, ma il problema è il denominatore. E una sovra o sotto stima del numero degli infetti (compresi quelli asintomatici) nei vari paesi colpiti, potrebbero variare di molto le stime dei tassi. Questo però non toglie nulla al dovere di rispettare e verificare i migliori dati disponibili da parte delle autorità sanitarie quando parlano e dei giornalisti quando riferiscono.

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    • Esiste un concreto rischio che le carceri italiane siano fra i primi luoghi dove il virus A/H1N1 possa attecchire e diffondersi nella sua forma peggiore; le carceri italiane – dove sono recluse oltre 64mila persone, il 35 per cento dei quali stranieri, e il 30 per cento circa tossicodipendenti – già ora registra un indice di salute che gli esperti definiscono “medio-grave” con una percentuale di circa sei persone su dieci malate; e si registra in particolare una elevata diffusione di malattie gravi come tubercolosi, epatiti B e C, diabete e Hiv, problemi cardiocircolatori e polmonari, una frequenza altissima di reclusi con fragilità mentale e un numero di decessi che, solo nei primi sette mesi del 2009, è già a quota 118, fra cui 45 suicidi; non c’è inoltre solo il “popolo dei detenuti”: bisogna infatti considerare i circa 34 mila agenti di polizia penitenziaria e le centinaia di operatori dell’area educativa. Secondo il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, nel 2008 il turn-over nelle carceri ha coinvolto più di 90 mila persone. Queste persone sono costrette a vivere 24 ore al giorno in ambienti non salubri, vetusti, in strutture che all’80 per cento non sono a norma, sovraffollate e che per questo non rispondono alle norme per ciò che concerne, ad esempio, i metri quadrati, la luce, la ventilazione e i servizi igienici pro-capite, con una oggettiva impossibilità di minimizzare i contatti con le persone malate.

      Giorni fa, opportunamente, il vice-presidente della Conferenza nazionale dei Garanti dei detenuti, dottor Angiolo Marroni, dopo i sopralluoghi effettuati dai suoi collaboratori nelle carceri del Lazio, ha lanciato un accorato allarme, perché le autorità competenti e responsabili adottino, promuovano, e sollecitino iniziative adeguate e urgenti; un appello rimasto purtroppo inascoltato. Per questo ho rivolto un’interrogazione urgente ai ministri del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali e della Giustizia, perché intervengano e si appronti anche nelle carceri, nei prossimi mesi una campagna di vaccinazione, essendo i detenuti e gli operatori penitenziari incontestabilmente “categorie a rischio”.

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    • Occorre interrompere subito il clima di allarmismo e di psicosi, alimentato da campagne giornalistiche ansiogene e scientificamente infondate, con un’adeguata, urgente campagna di informazione: chiedo che il ministero della Salute se ne faccia carico e che venga a riferire sullo stato della situazione e sui provvedimenti adottati e che intende adottare nel corso della prima seduta utile della Commissione Affari Sociali della Camera, prevista per il prossimo 10 settembre. Lo afferma la deputata radicale, Maria Antonietta Farina Coscioni, componente della Commissione Affari Sociali che ha rivolto, sulla situazione di Napoli, un’interrogazione al Ministro del Lavoro, della Salute, delle politiche sociali.
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    • Sono ormai giorni che il Tg1 apre tutte le edizioni con la cronaca sulla diffusione dell’influenza A. Ma il morto di Napoli secondo gli specialisti non sarebbe sopravvissuto anche ad una più convenzionale influenza.
    • Nonostante la Francia o la Gran Bretagna abbiano tassi di infezione ben più alte, nessun telegiornale inglese o francese ha mai dato in questi giorni tanta rilevanza all’influenza A.
    • Non è forse l’ennesimo espediente di “distrazione di massa” messo in
      atto da un servizio pubblico i cui vertici giornalistici sembrano aver perso i principi che orientano un informazione corretta?
    • Questa è un influenza non sarà molto diversa da quelle consuete stagionali.
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    • Fabio F., il ragazzo di Parma ricoverato a Monza, potrebbe aver sconfitto il virus dell’influenza A: il primo test di controllo è infatti risultato negativo.
    • «il virus è scomparso dal suo organismo, è stato battuto», anche se resta la complicanza di un’infezione polmonare causata da un batterio.
    • «In un campione di materiale inviato all’Istituto virologico di riferimento a Milano – aggiunge Roberto Fumagalli, primario di anestesia e rianimazione all’ospedale San Gerardo, dove il ragazzo è in cura – non è stato trovato il virus A H1N1, ma per avere la conferma definitiva è necessario che più test successivi siano negativi. Il prossimo test sarà effettuato entro la fine della settimana».
    • Il giovane però rimane grave a causa di un’infezione polmonare dal batterio Pseudomonas aeruginosa.
    • «In un percorso come questo – aggiunge Bresciani – siamo passati dal rischio di morte a una parziale auto-sufficienza respiratoria
    • Restano invece critiche ma stazionarie le condizioni di G.D., l’uomo di 51 anni ricoverato all’ospedale Cotugno di Napoli per un’infezione da H1N1. Il paziente ha trascorso una notte tranquilla, e secondo i medici che lo seguono «il quadro è complessivamente buono, considerando comunque la gravità della situazione generale». L’uomo infatti già soffriva di problemi cardiovascolari, respiratori, renali e di diabete e, spiegano i medici, il virus dell’influenza A è pericoloso soprattutto in persone con problemi di salute gravi e quindi fortemente debilitate.
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    • “Il piano presentato oggi dal Governo per fare fronte all’emergenza dell’influenza A appare per ora incompleto rispetto ai potenziali rischi che correremo nelle prossime settimane”. E’ il giudizio di Ignazio Marino (Pd), che aggiunge: “La vaccinazione potra’ essere avviata solo a novembre con grave ritardo rispetto agli altri paesi europei e agli USA. Per ora poi, la campagna di informazione rivolta alla popolazione sui comportamenti da adottare e sulla prevenzione e’ solo annunciata e non ancora operativa. Allo stesso modo non esistono regole precise per le scuole che decideranno in maniera autonoma se e quando chiudere in caso di diffusione del virus scaricando responsabilita’ enormi sui dirigenti scolastici. Non ci sono piani di emergenza per le amministrazioni, per la polizia, gli ospedali, le aziende. Ma ci rendiamo conto che entro poche settimane meta’ della forza lavorativa del nostro paese potrebbe trovarsi a letto contagiata dal virus? Il Governo non spiega in che modo prevede di fare fronte ad un problema che non e’ solo sanitario ma di ordine pubblico”.

      Marino conclude: “Negli Stati Uniti Obama ha stanziato 1,8 miliardi di dollari per le misure di prevenzione e per la vaccinazione. Dal ministero della Salute, che purtroppo in Italia e’ stato abolito in maniera inopportuna, servirebbe un decreto, un atto di indirizzo a livello nazionale, non delle raccomandazioni. Non e’ possibile affidare alle singole regioni le gestione di un’emergenza che e’ nazionale e che come tale deve essere affrontata, anche con l’esercizio di poteri sostituivi se necessario. Nessuno vuole fare dell’allarmismo, al contrario, ma siamo di fronte ad un problema molto serio che riguarda la salute delle persone e la sicurezza dello Stato”.

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Testamento Biologico: Sacconi a CL, approvare il DDL Calabrò. Questa barbarie.

Il Ministro Sacconi al congresso CL vuol far passare il messaggio che il DDL Calabrò, il testo che nega la volontà dell’individuo in fatto di fine vita e di pratiche mediche, possa essere approvato in maniera indolore, e solo secondariamente si potrà trovare un accordo sulle modifiche.

Ma parte della maggioranza – non solo i laici del PD e i radicali – è contro questo testo.

  • Dal blog di Maria Antonietta Farina Coscioni, deputata radicale-PD, co-presidente dell’Associazione Luca Coscioni.

    • Il ministro Sacconi prosegue da giorni con il suo inaccettabile mantra: si procede a colpi di maggioranza approvando i due punti inaccettabili del testo Calabrò su testamento biologico e fine vita, imponendo anche a chi non lo desidera alimentazione e idratazione artificali; poi sul resto, con comodo, si troverà un intesa.
    • Proposta che va respinta al mittente. Innanzitutto nel merito: viene brutalmente mortificata la volontà della persona con una norma di chiaro sapore incostituzionale. E si vuole condurre in porto l’operazione impedendo dibattito, discussione, confronto.
    • esigenza di portare quanto prima in dono alle gerarchie vaticane la legge che oltretevere desidera sul testamento biologico; calpestando anche le perplessità e i dissensi che in misura crescente si manifestano in queste ore nello stesso centro destra
    • Sono almeno una sessantina i parlamentari della maggioranza che hanno annunciato il loro dissenso
    • A questi miei colleghi rivolgo un pubblico invito.
    • Chiedo a quanti si oppongono al testo di legge retrogrado e punitivo, che non ha riscontro in nessun altro paese d’Europa e d’Occidente, di intervenire in Commissione Affari Sociali, alla ripresa a settembre dei lavori parlamentari, per dare corpo e sostanza al loro NO. Chiedo inoltre ai miei colleghi del PD di assumere una posizione chiara di opposizione al testo Calabrò, e specificatamente sui punti che il ministro Sacconi intende far approvare nella semi-clandestinità e senza dibattito parlamentare. Non è questione di laici contro cattolici, ma di laici contro clericali.
    • La battaglia da combattere è, da una parte, per la libertà di ricerca scientifica; dall’altra per affermare i diritti umani fondamentali: alla vita, alla salute, a una vita dignitosa fino all’ultimo istante che ciascuno considera degno di essere vissuto. Questa è la posta in gioco, è bene che se ne sia tutti consapevoli e coscienti.
  • “Il Parlamento è sovrano, ma proprio per cercare un più vasto consenso sul testamento biologico si potrebbe intanto approvare la leggina che il Consiglio dei ministri varò unanimemente sulla vicenda Englaro” il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, a margine del meeting di Comunione e Liberazione a Rimini, parla della legge sul testamento biologico. “Una leggina che riconosca il diritto inalienabile all’alimentazione e all’idratazione, soprattutto per le persone non autosufficienti rinviando a una riflessione più ponderata tutta la disciplina sulla indicazione anticipata di trattamento” aggiunge il ministro.

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    • La strada indicata oggi dal ministro della Salute Sacconi, che da Rimini ha proposto di approvare, in attesa che la Camera esami il ddl sul testamento biologico uscito dal Senato, la cosiddetta leggina Englaro sul bio-testamento “e’ una strada assolutamente sbagliata”.
    • “quella che il ministro della Sanita’ chiama leggina e’ un ddl approvato da questo Consiglio dei Ministri all’unanimita’ e che ha trovato il giudizio di incostituzionalita’ del Quirinale”
    • Marino, che al Senato si e’ battuto in prima linea per una legge ‘laica’ sul testamento biologico, dice che senz’altro questa posizione del ministro “suscitera’ polemiche perche’ non si puo’ scrivere una in una legge che l’idratazione e l’alimentazione siano obbligatori”
    • E’ stato proprio l’ordine dei medici – ricorda Marino – a ribadire un concetto chiaro: che inserire un tubo di plastica nello stomaco ed inserire sostanze chimiche sono atti medici che richiedono il consenso informato e di conseguenza un cittadino deve poter avere la liberta’ di decidere se vuole essere sottoposto o no ad una terapia. L’idratazione e l’alimentazione – sottolinea Marino – sono diritti inalienabili non e’ di questo che stiamo parlando: nessuno, ribadisco con forza, ha mai pensato di sottrarre a persone che necessitano di assistenza l’idratazione e l’alimentazione. Stiamo proponendo invece ai cittadini italiani di indicare a quali terapie vogliono essere sottoposte e quali no”.

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